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un signore e una signora che sfogliano una palette di colori per scegliere il colore delle pareti

Sistema tintometrico: come ottenere il colore giusto per ogni superficie

Il sistema tintometrico è la soluzione ideale per ottenere la tonalità di colore perfetta, superando i limiti imposti dalla ristretta scelta delle tinte pre-confezionate. Spesso, non è facile valutare a occhio la resa di una vernica su un’ampia superficie: si corre il rischio che il colore dell’etichetta differisca dal risultato finale sulla parete, o che si presentino variazioni di intensità tra latte del medesimo lotto.

Come si passa, dunque, da un semplice campione stampato a una vernice che ne riproduca fedelmente la sfumatura? Il processo si affida a un macchinario avanzato in grado di dosare i pigmenti con estrema precisione all’interno di una pittura di base.

Da Zantedeschi, a Negrar di Valpolicella, questo servizio è disponibile nel reparto pitture e decorazioni. La presente guida ne illustra il funzionamento, le potenzialità e gli accorgimenti necessari per garantire un risultato finale perfettamente in linea con l’idea di partenza.

Come funziona il sistema tintometrico: basi, paste coloranti e dosaggio

Il sistema tintometrico si fonda su due elementi: una base di pittura, più o meno chiara a seconda della tonalità richiesta, e una serie di paste coloranti calibrate da un macchinario gestito da un software. Le basi differiscono per la quantità di pigmento che possono accogliere: una base bianca è adatta alle tinte tenui e luminose, mentre un fondo neutro o trasparente è specifico per i toni più saturi e profondi.

A ogni tonalità corrisponde una formula, cioè una combinazione di paste espressa in quantità minime che il dosatore eroga con un’approssimazione di frazioni di millilitro. Subito dopo, la latta viene inserita all’interno di un agitatore, che distribuisce il pigmento in tutta la massa e rende omogenea la pittura dal fondo al bordo. Grazie a questo processo, è possibile replicare la medesima tinta anche a distanza di tempo, fatte salve alcune accortezze relative ai lotti di produzione che verranno approfondite in seguito.

Pitture, finiture decorative e rivestimenti: cosa si può personalizzare

Con il sistema tintometrico si possono personalizzare pitture, finiture decorative e, secondo le indicazioni di ciascun produttore, altri rivestimenti, per ambienti anche molto diversi tra loro.

Pitture per interni ed esterni

Sulla facciata esterna di un edificio, il colore influenza tanto l’estetica quanto il modo in cui la struttura assorbe o riflette i raggi del sole. Le tinte scure assorbono calore e scaldano la superficie, con il rischio di causare danni e fessurazioni sul lungo periodo, soprattutto se la facciata è dotata di cappotto.

Per prevenire problematiche simili, i produttori raccomandano il rispetto di un indice di riflessione luminosa minimo di sicurezza, generalmente compreso tra il 20% e il 25%. Per le colorazioni che scendono al di sotto di questa soglia, è bene ricorrere a pigmenti termoriflettenti e prodotti specifici.

I toni chiari e medi, come grigi tenui, beige, gialli, verdi e turchesi, garantiscono prestazioni ottimali, a patto di rispettare la soglia. Qualora si preferisca una nuance molto scura, invece, risulta essenziale una valutazione tecnica preliminare che analizzi l’esposizione solare dell’edificio e le specifiche del sistema isolante.

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Immagine di Kerakoll

Finiture e miscele

L’aspetto cromatico della pittura a tinta unita è determinato dalla precisione del tintometro, ma il grado di brillantezza (opaco, satinato o lucido) dipende dalla composizione della vernice di base. La scelta delle finiture è cruciale: una pittura matte (opaca) contribuisce a mimetizzare le lievi irregolarità della parete, mentre una lucida tende, al contrario, a enfatizzarle.

Un principio analogo si applica alle velature e agli effetti sfumati: in questi casi, la sovrapposizione di due o più toni conferisce profondità e tridimensionalità all’ambiente, a patto che l’applicazione sia eseguita a regola d’arte.

Se la sfumatura scelta da un progettista o da un cliente non è presente in nessuna cartella standard, noi di Zantedeschi offriamo la possibilità di elaborare una formula su misura a partire da un campione di riferimento. Il macchinario è in grado di riprodurre fedelmente qualsiasi tonalità, rispondendo con la massima precisione alle esigenze sia dei privati sia dei professionisti del settore.

Per altre tipologie di finiture, il risultato estetico è determinato principalmente dalla composizione e dalla tecnica di posa - mentre il colore rimane un elemento complementare.

Le finiture decorative materiche, ad esempio, sono costituite da miscele di resine, inerti, polveri di marmo e granelli di quarzo, che si lavorano con spatola in acciaio, frattazzo, spugna o tampone mentre il materiale è ancora fresco. È proprio la tecnica di stesura a ricreare texture tridimensionali come l’effetto cemento, la pietra spaccata, la ruvidità sabbiata, l’ossidazione del corten o le trame tessili; un livello di complessità che rende indispensabile l’intervento di posatori specializzati.

Alle stesse logiche rispondono le finiture metallizzate, la cui resa visiva dipende dai pigmenti contenuti nella miscela, e le lavorazioni a base di calce, che per la loro natura chimica offrono una cartella colori più ristretta.

In sintesi, l’estetica delle pareti si declina secondo tre principi:

  • - tinte unite - l’effetto finale dipende esclusivamente dalla tonalità;
    - velature ed effetti sfumati - nascono dalla perfetta sinergia tra sfumatura cromatica e abilità nella stesura;
    - finiture materiche, metallizzate e a calce - traggono la loro identità in primis dalla composizione della miscela e dalla tecnica di posa.

Vantaggi dei colori su misura rispetto alle tinte già pronte

I vantaggi principali del sistema tintometrico rispetto alle tinte già pronte sono la libertà di scelta, la ripetibilità e la riduzione degli sprechi. Una tinta confezionata in anticipo impone un compromesso sulla gamma disponibile, mentre la preparazione al banco con il tintometro consente di avvicinarsi molto di più all’idea del progetto, anche per le sfumature delicate che a scaffale si trovano raramente. Quando la formula viene registrata, inoltre, si può richiedere in seguito la stessa tonalità per un ritocco o per completare un ambiente rimasto indietro.

Un ulteriore beneficio riguarda le quantità: la pittura si prepara al momento, per cui si ordina il volume necessario alla superficie da trattare, senza accumulare latte di tinte diverse. Per chi coordina pareti, pavimenti e rivestimenti, infine, la colorazione personalizzata permette di accordare ogni elemento con il resto dell’ambiente.

Come ottenere un risultato fedele: prova colore, luce e lotto

Un risultato fedele con il sistema tintometrico dipende da tre accorgimenti: la prova colore, la luce dell’ambiente e la coerenza dei lotti.

Prova colore e luce dell’ambiente

La prova colore va valutata a prodotto asciutto, perché durante l’essiccazione la tinta cambia leggermente, e possibilmente alla luce del giorno, dato che l’illuminazione artificiale altera la percezione delle sfumature. Conviene osservarla anche nell’ambiente reale e in diversi momenti della giornata: una parete esposta a nord restituisce infatti un tono diverso da una esposta a sud.

Lotti e tonalità intense

Quanto ai lotti, è opportuno preparare in un’unica soluzione tutta la pittura necessaria, così da evitare differenze tra una latta e l’altra. Le tonalità molto chiare o molto intense richiedono invece un’attenzione particolare, perché possono rendere necessario un fondo specifico e più mani di finitura. Per diluizione, applicazione e tempi di asciugatura il riferimento resta la scheda tecnica del produttore.

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Noi di Zantedeschi ti accogliamo nel nostro showroom a Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona, per aiutarti a scegliere basi, tonalità e prodotti più adatti al tuo progetto. Per richiedere un preventivo o fissare un appuntamento, contattaci.

Domande frequenti sul sistema tintometrico

È possibile riprodurre un colore già presente su una parete?

Sì: spesso è possibile riprodurre un colore già presente su una parete con il sistema tintometrico, ma il risultato va sempre verificato. Una parete esistente risente di invecchiamento, sporco e di una finitura che può differire da quella della nuova pittura, quindi la tonalità ottenuta parte da un’approssimazione e va confermata con una prova prima della fornitura completa. Se hai un riferimento preciso, come un codice di cartella o un campione, portalo in showroom: il nostro team ti aiuterà a individuare la strada più affidabile.

Tutte le tonalità vanno bene anche all’esterno?

No, non tutte le tonalità sono adatte all’esterno. In facciata, la pittura è esposta a luce solare, pioggia e alcalinità del supporto, cioè alla reazione basica tipica di intonaci e malte, e alcuni pigmenti, in particolare certi organici impiegati per le tinte più vivaci, perdono intensità nel tempo. Per questo i produttori distinguono le paste adatte agli interni da quelle indicate per l’esterno.

La stessa tinta appare uguale su prodotti diversi?

Di solito la tonalità resta coordinata, ma l’aspetto finale cambia con la finitura: la medesima formula appare più morbida su una superficie opaca e più intensa su una satinata. Per questo l’accordo tra una pittura e una finitura decorativa si controlla con un campione su ciascun prodotto.

Quanta pittura conviene ordinare?

La quantità di pittura da ordinare varia in base alla superficie da trattare, al numero di mani necessarie e alla resa riportata nella scheda tecnica, con un piccolo margine per eventuali ritocchi. Il consiglio è di richiedere tutto il necessario in un’unica soluzione. Se hai dubbi sul calcolo, in showroom possiamo aiutarti a stimarla.

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